Caccia alle foche: torti e ragioni


Mi sono recentemente imbattuto in un articolo che parlava di come i politici canadesi avessero indetto un pranzo in cui mangiavano carne di foca per protestare contro la “miope politica animalista che rischiava di rovinare l’economia del paese”.
Il mio amore per gli animali si è imbattuto in qualcosa di più questa volta, e così ho fatto una piccola ricerca.
I canadesi, così come gli Inuit, vivono di molte cose. Essi cacciano regolarmente le foche per cibarsene.
So che alla maggior parte di voi quest’idea ripugnerà: quei musetti soffici e quel pelo morbido mal i accostano alle scene sanguinose e cruente che ci vengono in mente quando pensiamo alla caccia a questi animali.
Bene. Quelle stesse scene sono dei cacciatori di frodo, soprattutto, che cacciano per le pelli, le pellicce e le unghie.
Cosa posso pensare io quindi dei politici canadesi?
Sarà schietto e diretto.
Fanno bene.
Il loro governo ha imposto leggi severissime sulle foche: esse non vanno uccise o catturate se non per scopi alimentari. Chiunque sia senza licenza, o operi in periodi non programmati o per scopi illeciti (cioè per inghirlandare una grassa signora vanitosa con una pelliccia in più) viene pesantemente sanzionato e rischia molti anni di galera.
L’economia canadese si basa molto sulla caccia alle foche per cause alimentari, così come noi ci basiamo sulla pesca sulle coste.
Essendo le foche una specie non a rischio, ma a possibile rischio, essi ne abbattano pochi capi l’anno, ben sapendo della situazione sicuramente meglio di noi.
Il costo della carne di foca è relativamente alto e quindi non è necessario cacciare molte foche poiché gli introiti sono alti e comunque strettamente regolamentati.
Io sono contro alla loro caccia per puri e meri fini commerciali nell’interesse delle aziende produttrici di pellicce, contro ai massacri inumani, contro lo spreco di risorse e l’abbattimento di animali inutilmente.
Tuttavia, questa volta gli animalisti sbagliano.
Così come non potremo mai essere tutti vegetariani (non abbiamo 7 stomaci, ahinoi!) allo stesso modo dobbiamo capire che i canadesi e gli inuit mangiano le foche così come noi mangiamo il fagiano.
Bisogna dunque sì avere tutela degli animali, rispettarne i diritti, dimostrarci degni dell’intelligenza che caratterizza l’essere umano, ma non bisogna essere ciechi ai bisogni della nostra stessa specie e capire che nello stesso momento in cui non accettiamo alcun compromesso o vediamo tutto bianco o tutto nero, esuliamo dalla retta via.
E questo è tutto.

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