Corso di Scrittura Lez. II – Metodo e Verità


Umberto Eco, il grande autore, diceva che alla fine di aver steso un romanzo, l’autore dovrebbe togliersi di mezzo: il suo pezzo è diventato di tutti, non è più solo suo. Quello che succede o tende a succedere è infatti che l’autore, una volta terminata l’opera, continui a modificarla, cambiarla, senza mai finirla. Queste sono nevrosi da scrittore di fine scrittura, e quindi ancora non ci riguardano.
Per ora parleremo dell’inizio.
Anche qui c’è una nevrosi: la nevrosi della pagina bianca.
E’ una leggenda, oppure esiste realmente? Diciamo si e no.
L’ansia da pagina bianca è quella che si prova prima di iniziare un lungo viaggio: non si sa quel che ci può succedere: “E’ pericoloso mettersi in strada: metti un piede dopo l’altro e non sai dove andrai a finire”. Caro vecchio Bilbo.
La paura maggiore è quella di non riuscire a scrivere un testo lungo.
Succede a chiunque. In classe, durante un tema, oppure nello scrivere un articolo, una recensione, un racconto.
Per ovviare a questo problema, e a quello della pagina bianca, servono essenzialmente due cose: Fantasia (e questa o la sia ha, o non la sia ha, ma tutti ne hanno almeno un po’, quindi non preoccupatevi) e metodo.
Cosa intendo con metodo? intendo semplicemente che non dovete pensare al racconto,romanzo o quel che sia nella sua interezza. Concentratevi a scrivere cinque pagine, poi finite quelle concentratevi sulle altre cinque, come se fossero capitoli. Non pensate al finale, alla metà, ad altre cose: quelli verranno con il tmepo, da soli, mentre scrivete (Ricordatevi, spesso le migliori idee vengono solo mentre si scrive, e in nessun altro modo!).
L’idea infatti che gli scrittori abbiano una scaletta prefissata quando vogliono cominciare una storia, un tema in classe o un romanzo, è tra le più sbagliate che ci siano.
Si sa come iniziare, alcune idee slegate, poi si naviga a vista, e la storia prende forma da se.
Sembra la completa assenza di un metodo, a non è così: sono pensieri in liberà, come in una seduta psichiatrica, e dopo poco si capisce che un metodo nel navigare della mente lo si ha, per forza.
Una delle costrizioni tecniche importanti è sicuramente la disciplina.
Alberto Moravia scriveva due pagine al giorno, tutti i giorni.
Si deve scrivere ogni giorno, anche se non sembra di aver nulla da dire. Imporselo. A primo impatto sembrerà odioso, ma poi raccoglierete risultati strabilianti.
Se ciascuno di noi scrivesse due pagine al giorno per un anno, avrebbe confezionato 7oo pagine: un romanzo fluviale!
La decisione da prendere all’inizio è METODOLOGICA. Darsi un ritmo di lavoro e RISPETTARLO.
Per scrivere consiglio caldamente il computer: più pulito e facile da usare ( e anche più divertente).
Non scrivete però troppo. Se avete deciso due pagine, scrivete due pagine, non quattro e non dieci. Ricomincerete il giorno dopo.
Non siate severi con voi stessi. Un testo lungo è difficile da gestire e rimandate le correzioni radicali al termine dell’opera, o a un punto consistente.
La creatività passa dalla normalità, amici miei. Tutti possiamo essere artisti e scrivere cose meravigliose: per questo finora ho parlato di metodo e non di contenuti. Tutto a suo tempo, alla prossima lezione.

A presto, con la prossima lezione nella quale tratteremo insieme:
-Stesura del racconto
-Stesura del Romanzo
-Come si costruisce una trama narrativa; della lunghezza del testo; del modo di procedere; del perchè sia difficile tenere in piedi un racconto con più di 100 pagine.

A presto, Matte
=)

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