Corso di Scrittura Lez. III – Non avrete più paura di scrivere


Sono tante le voci che circolando a proposito delle trame letterarie, e ancora di più sono i luoghi comuni.
Per iniziare, citiamo quello più tenace di tutti.
Ovvero che le trame narrative sono già nella testa dello scrittore, fatte finite e complete. Alcuni parlano addirittura di scalette, di plot ecc.
Questa tesi va bene per la sceneggiatura nel cinema, ma per l’attività letteraria va smentita, assolutamente.
Quasi mai l’autore sa cosa andrà a scrivere davvero. Spesso ne sa pochissimo.
Come è possibile? Questo perché lo scrivere è un processo di svelamento di se stessi a se stessi ma anche ad un altro.
Chi racconta di sé racconta agli altri e nello stesso tempo capisce molto di sè.
Le idee migliori vengono mentre si scrive. Il problema è che iniziare a scrivere, per esempio in un tema in classe, senza sapere dove andare a parare, è completamente dannoso. Le persone talentuose non hanno problemi in questo: essi nel proprio inconscio trovano già i personaggi, le descrizioni e le narrazioni, ma tutto questo solamente perché hanno seguito un allenamento: scrivono, scrivono e ancora scrivono.
er arrivare a non temere di scrivere bisogna, paradossalmente, scrivere (e qui vi rimando alle precedenti lezioni sul metodo). Chi in un tema per esempio dice “Non so cosa scrivere” solitamente usa due scuse: 1) Non so niente sull’argomento 2)Non sono capace a scrivere.
Corbellerie. Solo al prima è, a volte, utilizzabile, ma con i documenti forniti nelle prove non si può non sapere cosa scrivere: si ha già tutto (articoli, recensioni ecc) da cui prendere spunto.
Dividiamo i tre tipi di narrazione

Narrazione da Romanzo o racconto:
Si parte da un’idea, per esempio: vorrei scrivere una storia d’amore moderna.
Questa idea mi è venuta mentre camminavo e ho notato i lucchetti sul ponte vicino a casa mia.
Elemento innovativo: riprendere il tema della scarpetta di cenerentola, ma al posto della scarpetta, ci sarà un numero di cellulare ignoto, che il protagonista dovrà inseguire per la città e scoprire di chi sia.
Luogo: Pinerolo
Tempo: Oggi
Protagonisti: un uomo e una donna
Coprotagonisti: Scelta vastissima.
Iniziate dunque a scrivere: che cosa succede? Succede che vi mettete in macchina e viaggiate sull’autostrada. Ad ogni uscita scegliete un casello, che sono le vostre scelte narrative. Così facendo ne scartate tutte le altre, perché vi piace più una località o chissà per quale altro motivo.
Nelle trame narrative accade proprio questo. Si parte da qualche dato dato in anticipo, come il periodo storico, i personaggi ecc. e poi ci si allarga.
All’inizio, quando si è agli esordi, è meglio prendere appunti: gli errori sono dietro un angolo e ogni scelta va mantenuta con coerenza.
Non fate come Chiara Strazzulla, che a pagina 350 descrive il caldo afoso dell’estate e dopo 15 pagine descrive gli spifferi gelati della finestra perché (ohibò!) era quasi inverno e faceva freddo.
Per quanto riguarda un racconto, molti pensano siano qualcosa di basso, di stupido e futile. Niente di più erroneo.
Un racconto non è un mini-romanzo. E’ l’ingrandimento di un frammento. In esso potete scegliere la fantasia, concentrarvi su poche migliaia di battute per dire TUTTO. E’ lì il difficile, e non tutti sono in grado di farlo. Io personalmente penso che un bravo scrittore sappia scrivere bellissimi racconti brevi: questo denota la sua capacità di emozionare chi legge che (non mi stancherò mai di ripeterlo) è la caratteristica e l’obiettivo base di chi scrive.
Si crede che sia più difficile scrivere 500 pagine che 5000 battute (4 pagine scarse). E’ per la maggior parte sbagliato. Per la minor parte invece, ci si spaventa dalla lunghezza, si tentenna e si lascia perdere.
Bhè, NON MOLLATE MAI!
Dovete ragionare con coscienza su quel che volete scrivere. Non abbiate fretta, sappiate che la vostra storia non vi abbandonerà mai. Non fatelo voi.

Temi in classe
I temi. Chi non si è mai trovato di fronte al “non so cosa scrivere”? Tutti, bene o male, poco o quasi nulla. C’è sempre un momento del genere. Alzate la penna e vi rendete conto che avete detto tutto, ma avete scritto una colonna e mezza.
In quel caso, eccovi i miei personali consigli, grazie ai quali non sono mai stato a corto di idee e di cose da scrivere.
1) Non fatevi prendere dal panico, respirate ogni tanto.
2) Solitamente c’è tutto il tempo che volete, soprattutto in un esame.
3) Vi consiglierei, visto quel che ho detto sopra, di non fare la brutta. Scrivete quel che pensate, niente scalette, non impoverite l’arte con delle cose rigide. Scrivete decentemente e non a zampa di gallina e anche con delle correzioni si capirà tutto benissimo.
4) Guardate i documenti a vostra disposizione, evidenziate ciò che vi colpisce, fatevi guidare dal cuore prima, poi rileggeteli dopo esservi presi due minuti in cui lasciate andare libera la mente, e quindi usate la razionalità.
5) Avete tanti documenti, solitamente: lì c’è TUTTO quel di cui avrete bisogno, il tema è già quasi fatto
6) Il titolo è l’ultima cosa da mettere al vostro elaborato.
7) Rispettate lo stile (Tema articolo o saggio)
8) Non correggete a metà stesura: lo rifarete dopo. Sì, avrete tempo.
9) Il finale deve essere ad effetto. Mettete sempre il vostro parere, senza esplicitarlo. Un finale “Io penso che l’acqua debba essere pubblica perché persino i romani avevano a testa tanta acqua come noi” fa a dir poco pena. Meglio un finale tipo “Dà da pensare che gli abitanti di Roma abbiano 60 litri al giorno di acqua potabile a testa. E dà ancora più da pensare che li avessero già prima delle invasioni barbariche. Nel frattempo, in Puglia, si muore di sete”. Ma voi saprete fare di meglio.

Eccoci qui! nella prossima lezione tratterò
– Dell’incipit, ovvero di come si inizia un racconto, tema e romanzo;
– Dell’in media res e del grande dilemma della terza persona e della prima persona.

Un abbraccio! Matte!=)

“I turisti vanno e tornano, i viaggiatori non si fermano mai”

Questo è il libro da cui traggo ispirazione. Gli faccio giustizia
http://www.ibs.it/code/9788876152214/cotroneo-roberto/manuale-scrittura-creativa.html

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