Neve – Racconto Vincitore del Concorso Scrivigiovane.it di Pinerolo


Questo brano è una racconto di qualcosa che mi è davvero successo; il tema del concorso era legato all’amicizia, all’amore, alla scuola o qualcosa che permettesse di tirare fuori i nostri sentimenti e metterli sulla carta. Spero di esserci riuscito. Di sicuro secondo i critici del concorso sì, anche se non mi hanno detto come mi sono classificato, sono almeno tra i primi tre. il 20 Maggio a Pinerolo si terrà la mia premiazione, dove una compagnia teatrale leggerà i racconti finalisti e, quindi, anche il mio. Sperò vi piacerà quel che che ora leggerete.

La neve è qualcosa capace di stupirti.
Con il suo candore e disordine, cade vorticando docilmente su tutto. Poi, quando meno te lo aspetti, si scaglia contro di te, complice una folata di vento o un capriccio di quell’acqua troppo fredda per essere liquida.
Può stupire quanto sia in grado di meravigliarsi chi si trova ritto, solo, fermo in mezzo al turbinio di piccole schegge di diamante delicate come piume, che trasformano il paesaggio in una tela di un quadro immacolato, dove un pittore un po’ pazzo ha lasciato cadere una goccia di colore scuro per errore.
Un puntino nero, come nel posto sbagliato in mezzo a tutto quel candore che riesce solo a farlo sentire sporco, inadeguato, senza via di scampo.
Con i fiocchi che girano intorno alla sua figura, al suo cappuccio tirato sopra la giacca nera, le mani nelle tasche.
I fiocchi di neve che lo circondano sembrano tanti frammenti di vita che si sollevano, cadono, compiono qualunque acrobazia pur di ritardare il contatto con il terreno. Si affannano per rimanere in volo, sospesi ad un alito di vento, appesi ad un sogno. Lottano per non confondersi con il bianco sporco della terra. Lottano per non arrendersi.
Eppure la neve cade, inesorabile, senza troppi perché, macchiando di bianco prati e strade.
Cade, ed immancabilmente tocca il suolo.
Perché affannarsi tanto a rimanere in volo? Come potrebbe una piccola goccia di inchiostro su una sconfinata pagina bianca, che osserva scomparire dietro un velo di neve il proprio passato allontanarsi sporcando con nuvole di veleno nero la perfezione di quel bianco, comprendere il motivo di tanto affaticarsi?
Come potrebbe, se è semplicemente un ragazzo?
Eppure anche quel ragazzo è lì, senza una ragione apparente, senza un perché che gli abbia fatto fermare il pullman ad una fermata non prevista. Anche quel ragazzo si sente come quei fiocchi di neve: senza un motivo, senza una direzione.
Chiude gli occhi; tra poco l’unico rumore sarà di nuovo lo sfrigolio della neve che cade, come cotone, imbiancando tutto.
Così facendo, senza guardarsi attorno, può godersi quel momento senza apparente significato, e anche le urla nella sua mente si placano un poco: urla di rancore, di rabbia, di frustrazione. Il peso che porta sulle spalle, che lo angoscia e non gli dà pace né di giorno né di notte, che gli torce le viscere fino a togliergli ogni energia al suo risveglio, anche quello si attenua.
Rimane fermo in mezzo al bianco, fino a quando sente un rumore diverso, di passi sulla strada d’ovatta.
Non se ne sorprende. Sapeva che sarebbe arrivato, lo stava aspettando. Un lieve sorriso gli increspa le labbra pensando all’espressione stupita che comparirà sul volto dell’altro, vedendolo in quel luogo, a quell’ora del pomeriggio.
L’altro ragazzo si avvicina, la neve si scosta al suo passaggio.
Anch’egli è stuzzicato dai fiocchi di neve che gli appesantiscono le spalle, gli bagnano i capelli e si sciolgono a contatto con la pelle scura del suo viso, come a cercare una fine veloce prima di cadere per terra, quasi come se non avessero più voglia di lottare per rimanere sospesi.
Passo dopo passo, si avvicina sempre di più a casa.
Calmo, in contrasto con il turbinio scomposto attorno a lui.
I due si raggiungono, finalmente, e negli occhi del secondo ragazzo non v’è alcuna sorpresa, alcun segno di smarrimento, quasi come se fosse normale trovare l’altro lì, dove non era mai stato in vita sua.
Come due punti neri sulla neve, come due sbagli in tanta perfezione, i due si guardano.
E’ allora, turbinando, che fiocchi luminosi di pensieri affollano le loro menti, scuotono le loro anime. Nessuno dei due parla, mentre la neve sembra farlo per loro, appoggiandosi e adagiandosi sui loro volti e sulle loro giacche scure, fedele imitazione dei loro sentimenti, come a sottolineare che non servono parole.
Due ragazzi che si amano e si odiano, si conoscono e non lo credono, che sono uno l’opposto dell’altro.
Solo uno sa il motivo del suo trovarsi lì. L’altro invece in quel momento sente soltanto la presenza di un dolore troppo grande per essere sopportato da solo, cosa che lui sta facendo da troppo tempo.
Simili eppur dissimili, l’uno problema, l’altro soluzione. Il primo penna, il secondo calamaio.
Poi, finalmente, i due si voltano insieme, iniziando a volgere i loro passi nella stessa direzione, verso un luogo comune, un’astrazione, una metafora.
Una verità.
Perché non sentono più il freddo ora che non sono soli.
Non più.

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5 risposte a “Neve – Racconto Vincitore del Concorso Scrivigiovane.it di Pinerolo

    • Sì hai ragione. Il fatto è che mi hanno chiamato per dirmi che avevo vinto un concorso tempo fa, che in realtà non era questo ed era un altro, ma che io ho scambiato per questo per una serie di coincidenze di date e luoghi di premiazioni.. poi non avevo voglia di cambiare il titolo, ma alla fine non ho più dovuto farlo, fortunatamente! =)

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