Immaturo


Ovviamente non era come ce lo si potesse aspettare.
Nessuna aula piena di luce, nessun ampio corridoio davanti all’entrata.
Un fottuto scantinato, ecco cos’era.
Fece ancora una volta avanti e indietro davanti alla porta marrone scura, chiusa.
In mano aveva il suo vecchio accendino (in realtà aveva meno di un mese, ma a lui piaceva pensare che fosse vecchio e con una storia alla spalle) e lo apriva e lo chiudeva in maniera isterica, provocando un rumore metallico ogni volta che il coperchio d’ottone ricadeva sul supporto, spegnendo la fiamma senza ossigeno.
Pensò per un attimo di darsela a gambe.
Ma poi rivide nella mente le facce di un bel po’ di gente che aveva passato la vita a mormorare e borbottare tra i denti frasi di dubbio senso sintattico ed etico; un bel po’ di gente.
E la maggior parte non sapeva nemmeno di cosa stesse borbottando.
Allora decise di non lasciare perdere. Non era cieco, nè stupido, questo era certo.
Aveva solo una stramaledetta fifa che quella porta si aprisse e che una voce dicesse di entrare.
In effetti attorno a lui c’erano della facce che gli rischiaravano la giornata.
Forse per loro valeva la pena di tenere duro.
In fondo, in un’altra camera, con altre regole, un’altra persona giocava allo stesso gioco.
Bisognava avere fortuna, preparazione e nervi saldi per quel crudele passatempo. Ma non tutti ce la facevano.
C’era chi si lasciava trasportare, e chi inerme diventava come una mucca al macello.
Un colpo dritto in testa e via. Nuovo giro altra corsa: carne in scatola.
L’accendino era sempre lì.
Gamba, apri, gamba, accendi.
Era un giochino divertente aprirlo e accenderlo contro la coscia.
Faceva molto Jessy James o chissà che altro. Forse Clint Eastwood.
Una sigaretta, gli ci voleva una sigaretta.
Controllò ancora una volta l’attrezzatura. Non c’era proprio la possibilità di entrare dentro armati? sarebbe stato più facile.
Si vide sfasciare la porta con un calcio e urlare di mettersi a terra, tipo Swat.
Qualcuno avrebbe rischiato l’infarto.
Un lampo e gli venne in mente che a volte la gente è proprio stupida.
Fa più del male che del bene quando crede di sapere più degli altri e agisce senza pensare. Ma poi, ciò che perde è la stima altrui.
Non si può pensare di avere una condotta esasperante e poi non pagarne le conseguenze.
E’ impossibile.
Come non era possibile reperire un giubbotto antipallonigonfiati a quell’ora del mattino.
Forse avrebbe dovuto rinunciare alla Swat.
E se avesse gridato una frase su Sparta mentre entrava nella sala?
Probabilmente gli avrebbero risposto impassibili, mentre litigavano perchè uno aveva rubato all’altro il veleno da mettere sui pugnali, che non era capace a crescere.
Si girò.
Un rumore secco risuonò nel corridoio triste e ingombro di tavoli.
La voce disse di entrare.
Gamba, apri, gamba, accendi.
Tutto quel tempo, e faceva ancora fantasie come i bambini.
Gamba, apri, gamba, accendi.
Fissò negli occhi il macellaio.
Schiuse le labbra
Ma tu sai fare questo?
Gamba, apri, gamba, accendi.

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2 risposte a “Immaturo

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